Alleanza Linate-Malpensa-Orio. Ecco l’«aeroporto del Nord» che può sfidare Roma e Fiumicino

Bergamo chiede un ruolo di primo piano

Il verdetto è atteso la prima settimana di settembre, con qualche giorno di ritardo rispetto all’originaria scadenza del 30 agosto. Si dovranno dimostrare convenienza e svantaggi di una fusione tra Sea, che gestisce gli scali lombardi di Linate e Malpensa, e Sacbo, che ha il suo presidio a Orio al Serio. Lo studio potrebbe dare la benedizione economica al progetto di «grande aeroporto del Nord», in grado di gareggiare con Fiumicino, forte di un flusso complessivo di 36 milioni di passeggeri.

Palazzo Marino controlla il 55% di Linate e Malpensa, mentre Comune, Provincia, Camera di commercio di Bergamo più, in posizione di minoranza, il gruppo Ubi, Banco Popolare e Italcementi, si dividono il 69% di Orio al Serio. Resta l’incognita politica, quella che già cinque anni fa aveva mandato in fumo il progetto.

Vista da Milano, però, l’operazione manca prima di tutto di tempismo. Le elezioni che devono esprimere il nuovo sindaco si terranno a primavera e già dall’autunno si entrerà in pieno clima da primarie. Morale: difficilmente ci saranno tempi e condizioni perché il consiglio possa esprimersi. Toccherà quindi al nuovo sindaco affrontare il dossier. Certo l’amministrazione Pisapia non disdegna l’operazione. La fusione sarebbe interessante se fosse in grado di liberare risorse per Sea. Secondo il Comune del Duomo la società potrebbe cedere il 31% di Sacbo per trovare fondi da investire su Malpensa. Un ragionamento, però, che lascia intravedere come le due amministrazioni considerino con un occhio di riguardo le infrastrutture del proprio territorio senza avere per ora una visione d’insieme.