scanner facciale

Carta di imbarco? No, scansione facciale.

Carta d’imbarco? No, grazie. Per salire a bordo in futuro basterà la scansione del viso, o almeno questa è una prospettiva del trasporto aereo che snellirebbe e, di non poco, le procedure di imbarco. La compagnia america JetBlue lo sta testando sui voli Boston-Aruba, utilizzando la tecnologia dell’azienda svizzera Sita.

E’ un test che, se darà esito positivo, sarà esteso al mercato americano e poi, come spesso succede, ciò che funziona negli States arriva in Europa e nel resto del mondo. Lo scanner facciale fa, in modo rapido, quello che già fa oggi il personale delle compagnie: osserva (attraverso una scansione) il volto dei passeggeri, lo confronta con la foto presente sul passaporto (conservata nei database della dogana aeroportuale) e dà il via libera. Il sistema promette di generare meno file e passaggi più rapidi, perché non servirà esibire i documenti d’identità.

Tema centrale è poi quello della privacy. JetBlue e Sita assicurano che le scansioni non saranno archiviate, ma l’applicazione di queste tecnologie su vasta scala (e non su una sola rotta) impone un parallelo rafforzamento della sicurezza informatica.

Delta avvierà in estate test simili.