aerei del futuro

Aerei, come saranno i voli del futuro

Il mercato dei viaggi e dei voli aerei è in continua crescita, frutto anche del fatto che l’aereo è il mezzo più sicuro. Tuttavia si tratta di un mercato in continua evoluzione e che nel futuro ci riserverà alcune sorprese.
Le principali tendenze dei costruttori per gli aerei dei prossimi vent’anni sono relative a:

Materiali e consumi
Gli aerei del prossimo futro saranno costruiti in Sma (shape memory alloys, leghe a memoria di forma, cioè leghe speciali che mantengono la memoria nella forma e la riacquistano quando vengono sottoposte ad alte temperature), a nanotubi di carbonio e con materiali compositi, sempre in fibra di carbonio, in grado di reagire alle sollecitazioni e ripararsi da soli, almeno in piccola parte. Boeing e Airbus stanno incrementando l’impiego di questi materiali già sui velivoli in costruzione. Ancora, gli apparecchi impatteranno meno sull’ambiente tagliando il 75% di ossidi di azoto e il 70% di carburante in meno.

E-plane e ibrido
C’è poi tutto il tema degli e-plane, gli aerei elettrici su cui perfino easyJet ha aperto una collaborazione lo scorso anno con la startup Usa Wright Electric per le tratte inferiori ai 500 km. Il sogno è volare a batterie entro una decina d’anni.

Intanto, per recuperare concretezza, c’è un altro bel progetto che mette insieme Airbus, Rolls-Royce e Siemens dedicato allo sviluppo di un aeromobile ibrido: non gli mancheranno i turbofan ma potranno essere aiutati da elettroventole alimentate da generatori costituiti da turbine a gas, come fossero Apu, Auxiliary Power Unit già presenti sugli aerei per i servizi di bordo e la messa in moto. Un concetto in qualche modo ripreso dalle navi dove, da decenni, le eliche sono mosse da motori elettrici alimentati da generatori diesel e poi nucleari. Il progetto utilizzerà in una prima fase un “jumbolino”, cioè un BAe 146/J anche noto come Avro RJ, appositamente modificato. E-Fan X decollerà nel 2020.

L’esperienza di volo fra lusso e basic economy
Da una parte il comfort extralusso tipo quello delle cabine Emirates Airlines con schermi da 32 pollici, temperatura autonoma e finestrini virtuali (per le file centrali) disponibili già da dicembre sui Boeing 777 della compagnia. Dall’altra l’espansione delle tariffe basic economy, che molti hanno ribattezzato terza classe: in modi e con formule diverse molte compagnie, su tutte le statunitensi, stanno lanciando o allargando proposte a prezzi bassissimi ma che non prevedono il trolley e obbligano all’imbarco per ultimi. Ogni altro servizio va pagato.

Ryanair è arrivata a obbligare il carico del bagaglio a mano (gratuito) in stiva per velocizzare le operazioni di imbarco. United Airlines ha appena annunciato che allargherà questo genere di offerte a molti altri voli dopo i primi mesi di sperimentazione. Per molte compagnie costituiscono un modo per combattere con le low-cost offrendo, magari, orari migliori e aeroporti di partenza più comodi in cambio di una trasferta davvero ridotta all’osso.

La guerra per la configurazione degli interni è ormai suicentimetri. La larghezza media dei sedili era di 47 centimetri 10 anni fa e si è ora ridotta a 43, mentre la distanza tra uno schienale e l’altro ha toccato il record con i 71 centimetri della compagnia low cost Spirit Airlines. Ma la tendenza non sembra fermarsi e molte compagnie hanno installato poltrone prive della possibilità direclinare lo schienale.

La situazione del wi-fi a bordo
In termini di tecnologie in volo, invece, se il wi-fi è ormai una realtà – anche se molto poco in Europa – rimane ovviamente la differenziazione sugli apparecchi equipaggiati e sulle tariffe richieste. I prezzi variano infatti dalla gratuità di Norwegian, pioniera del settore, o Emirates (fino a 20 MB) agli 8,50 euro l’ora di Turkish fino all’ 1,70 euro di Alitalia per 10 Mega passando per i 14 dollari per 4 ore di American Airlines. Secondo i numeri diffusi da Sita Onair, il 37% delle compagnie aeree nel 2016 ha operato con aerei connessie si prevede che il dato raggiunga il 66% entro il 2019. In generale, entro il 2025 più del 50% dei velivoli commerciali sarà connesso.

In Europa, per esempio, le low cost non ne dispongono e internet in volo – nonostante le rosee previsioni della supercooperativa internazionale – rimane per lo più riservato al medio-lungo raggio.

I sistemi di intrattenimento (senza display)
Wi-fi o meno, i sistemi di intrattenimento stanno cambiando in profondità. Se qualcuno prevede già la scomparsa dei display sui poggiatesta e il trasferimento dell’intera offerta su portali dedicati a cui collegarsi gratuitamente con i propri dispositivi grazie a un server installato sull’aereo o ai collegamenti satellitari, c’è da scommettere che sul lungo raggio non se ne potrà fare a meno. “Per le compagnie aeree sono facili da installare e non ci sono cavi né problemi di peso – ha spiegato Jason Rabinowitz, direttore della ricerca sulle compagnie aeree di Routehappy – in pratica questi sistemi si possono installare da un giorno all’altro e i costi di manutenzione sono di fatto nulli”. Non a caso, sempre secondo Sita, il 21% delle compagnie aeree nel 2016 ha pianificato di offrire servizi per dispositivi mobili durante il volo: la cifra dovrebbe salire al 60% entro il 2019.

Lo streaming in volo
Netflix intende salire a bordo – un test era stato fatto un paio di anni fa con Virgin Atlantic, Virgin Australia e Qantas – concedendo ai vettori che ne facciano richiesta la sua tecnologia di streaming a basso consumo di banda. E i suoi contenuti, almeno in parte. Dunque da quest’anno potrebbe essere possibile salire a bordo di un aereo e ritrovarsi, nell’in-flight entertainment system l’accesso alla piattaforma di Reed Hastings con cui magari finire la stagione di Narcos lasciata in sospeso. D’altronde, tornando ai display, negli Stati Uniti solo due compagnie hanno ancora gli schermi montati su tutti gli apparecchi, sono JetBlue e Virgin America. Le altre stanno diversificando e alcune sono state, pure in questo caso, pionieristiche come la Southwest che non ha mai comprato una poltrona con schermo incorporato.

Finestrini e maggiordomi al posto di steward e hostess
Magari di pannelli hi-tech, per esempio Oled, ce ne saranno ancora ma serviranno ad aggiornare i finestrini, trasformandoli in schermi (per Airbus giganteschi) che ci passano informazioni, per esempio sui luoghi che stiamo sorvolando, ripresi da videocamere esterne, con indicazioni precise, e si scuriscono o illuminano con un pulsante pensionando gli sportelli di plastica. Una robotizzazione che potrebbe toccare anche hostess e steward, sostituiti da carrelli automatizzati – come quello proposto da Altran – maggiordomi in grado di dispensare pasti, bevande e gadget ai passeggeri, recuperando i rifiuti verso la fine del volo.

Pronti per il futuro?